L'idea di fare approfondite ricerche sulla figura dell'avv. Giuseppe Rossi Milano quale politico e parlamentare, mi balenò quando notai nella toponomastica sanflorese una strada a lui intitolata. Avevo conosciuto don Giulio, il figlio di tanto illustre personaggio, e ciò contribuì a rafforzarmi nel desiderio di farlo risorgere dall'inesorabile tomba dell'oblio. Ho pertanto consultato vari archivi nei quali giacevano indisturbate preziose carte.
    La ricerca è iniziata nel paese natio, nella provincia e nell'archivio di Stato di Catanzaro, per passare poi ai prestigiosi istituti romani, quali l'Archivio centrale dello Stato, la biblioteca di Studi meridionali "G. Fortunato" e quella della Camera dei deputati. I risultati sono quelli che esporrò in queste pagine e mi sembra che le notizie ritrovate intorno all'aspetto politico e umano di Giuseppe Rossi Milano offrano un quadro complesso e mi auguro che possano spingere altri studiosi ad approfondire ulteriori sfaccettature della sua poliedrica attività.
    A distanza di quasi un secolo, Giuseppe Rossi Milano, la cui statura intellettuale e politica ha abbagliato e segnato il suo tempo e portato in alto il nome della terra di San Floro, saprà parlare ancora attraverso le tante testimonianze reperite nei polverosi scaffali, con uguale eloquenza, stile e dialettica di un tempo e la sua figura attraverserà nuovamente le nostre strade, quella stessa cittadina che egli predilesse e amò come "alma terra natia".
    Propongo pertanto ai nostri concittadini un profilo di quest'uomo rapito agli affetti familiari e alla società all'immatura età di 59 anni. Questi cenni e documenti biografici li affido, dunque, al cortese e attento lettore, perché possa farne tesoro, ricordando che gli uomini, un tempo stimati, ma ingiustamente trascurati dalle successive generazioni, risorgono e con il loro esempio tornano ad essere un faro luminoso per la gioventù. Spero che la conoscenza di quest'uomo politico si ergerà come un monumento capace di resistere all'usura inevitabile del tempo. Non nascondo la mia audacia, ma la perseveranza tenace e la caparbietà, caratteristiche prettamente calabresi, sono state premiate e mi hanno permesso di portare a termine questa ricerca che dedico con piacere ai cittadini della natia San Floro e a quelli di Montauro, paese natale della moglie e sede della loro tomba.
    Abbiamo accennato all'oblio che, nel tumultuoso e quasi secolare periodo trascorso dalla sua morte, aveva fatto dimenticare a molti questo nobile rappresentante della vecchia Italia e del meridionalismo, ma, a tenere accesa la fiaccola nel loro santuario domestico, mentre crollavano ideali e opere e la sua stessa casa veniva distrutta dal terremoto, si salvavano, quasi simbolo dell'uomo e della sua figura morale, lo scrittoio e la libreria. Ora questi cimeli ereditati dai nipoti parlano di lui e suggeriscono una meditazione sulla perennità dei valori dello spirito, come quelli che Rossi Milano aveva posseduto e comunicato a tutti.
    Ad incoraggiare l'ardua impresa sono stati, appunto, i discendenti del parlamentare, e intendo riferirmi alla sua nipote, donna Angiolina Milano, e al marito di lei, prof. dott. Mario Anastasio, che conservano questa nobile tradizione e i cimeli che la caratterizzano, e che hanno voluto far venire quest'opera alla luce consentendone poi la realizzazione.
    In questo modo ci sembra di aver fatto tornare in vita la bella e cara figura di studioso, giurista e pubblico amministratore quale fu il valentissimo e integerrimo on. avv. Giuseppe Rossi Milano che la popolazione con rispettoso e devoto affetto seguitò sempre a chiamare "don Peppino".

Antonio Bressi

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