L'esposizione che segue ha richiesto un'assidua e approfondita ricerca di materiale sparso lungo il percorso che va dalla Calabria alla Russia, attraverso la Grecia.
    E' superfluo dire la soddisfazione che provo per essere riuscito a raccogliere tante informazioni, grazie alla tenacia con cui ho insistito sulla strada da seguire, tentando di riscattare un ingiustificato silenzio protrattosi troppo a lungo. Ho realizzato così un'ambizione che era quella di mettere insieme e accuratamente selezionare materiale riguardante il culto per Floro e di conseguenza per il suo fratello gemello Lauro: due santi accomunati dalla stessa sorte.
     La vita di questi due martiri, costellata di tanti episodi leggendari, mi ha reso ancor più curioso nel ricostruire la loro breve esistenza terrena, risvegliando in me il desiderio di capire bene quanta leggenda e quanta realtà si nascondesse dietro questi nomi di costruttori e di scultori locali. E' da rilevare che i martiri sono in gran parte sconosciuti nel mondo occidentale e la scarsezza di letteratura ha reso la ricerca ancor più difficoltosa. Oso attribuirmi almeno il merito di avere tentato un avvicinamento a questi martiri, un gesto motivato dalla sintonia onomastica e spirituale con il mio paese natio. Un santo, un paese!
    La devozione verso Floro e Lauro è simile a quella sentita anticamente dai popoli dell'oriente bizantino-ellenico e si rafforza sempre di più, perché i segni della protezione ricevuta dai fedeli sono presenti nelle edicole sacre, nelle chiese, nelle tradizioni e soprattutto nelle anime che da molti secoli invocano i due scalpellini come santi del cielo e simboli della nostra patria. Questi motivi, sentimentali e devoti, propri di un sanflorese, non hanno lasciato in ombra la ricerca storico-critica su Floro e Lauro, alla quale mi sono applicato con particolare impegno nella certezza che i fondamenti antichi del culto li accreditino anche in un mondo distratto qual' è il nostro.
    Così il lungo lavoro nelle biblioteche e i viaggi compiuti, la continua consultazione con autorità scientifiche, diplomatiche ed ecclesiastiche, hanno premiato, superando ogni aspettativa, la mia buona volontà di sanflorese e, mi si consenta, di storico.
    Il fine del mio lavoro è quello di celebrare e ravvivare il culto dei santi Floro e Lauro. Gli strumenti offerti dalla critica storica vanno adoperati anche per incentivare la devozione per i "campioni" della fede. Nulla infatti come la verità è in linea con il messaggio cristiano. E la Chiesa non ha nulla da temere da ciò, come ribadiva il grande papa Leone XIII nell'aprire l'Archivio Segreto Vaticano agli studiosi, tra i quali modestamente mi ci colloco anch'io che ho lungamente frequentato quel luogo.
    Rari, se non inesistenti, sono gli studiosi che hanno dedicato spazio e tempo, ma la ricerca va continuata perchè nella produzione documentale potrebbero trovarsi testimonianze tali da consentirne un approccio più efficace alle realtà storiche che andiamo indagando. Con questo lavoro ho tentato di sopperire alla mancanza di una storia dei santi destinata ad un largo pubblico di lettori più che agli storici di professione, anche se non ho trascurato di tener conto della più recente bibliografia scientifica sull'argomento.

Antonio Bressi

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