Non possono passare inosservate le belle pagine che dai ricordi ancora freschi e vivi di un cittadino di Olevano Romano, il cav. Fernando Lucarini, furono realizzate nel contesto storico, culturale e sociale di questa località del Lazio, da Antonio Bressi.
    Oggi con una punta d'orgoglio per il salto di qualità compiuto dalla vita
di molti, usciti «fuor dal pelago alla riva», si guarda con altri occhi, ma non è detto che questi ricordi, specialmente i più belli, restino scevri di nostalgia.
Non lo è certo per i tempi: nessuno tornerebbe agli incubi e alle tragedie della guerra che toccarono personalmente anche quanti vi scamparono, né molti vorrebbero cambiare la propria situazione odierna con quella in cui essi stessi e le loro famiglie si trovavano in anni lontani da calcolarsi alla misura di lunghi decenni. Ma le persone allora conosciute e amate, i luoghi ancora incontaminati, la propria giovinezza, le speranze, gli ideali di quei tempi ..., rivivono nello struggente pensiero quando, richiamati da un'impressione anche esterna, tornano nel nostro mondo e noi vi andiamo incontro come in un sogno.
    L'esperienza del cav. Lucarini è di quelle che, pur circoscritte nel piccolo mondo paesano, nell'andare e venire tra la casa, i campi, la piazza e la chiesa, hanno un valore umano e simbolico.
E' la lunga ricerca, attraverso le vicende narrate di una via d'uscita dalla soffèrenza e dalla povertà.
I1 miraggio della città lontana, dell' Urbe, e la percezione ancora indistinta di una civiltà nuova, di un riscatto dalla fatica e dall'ansia per il futuro che il ragazzo viveva, non esaurivano il sogno nel suo svanire all'alba, quando ricominciava il lavoro, ma prendevano corpo in quell'impegno quotidiano e, lasciavano intravedere dove poi, con la fatica e la perseveranza, egli sarebbe giunto.
    Mi pare che queste pagine biografiche, innanzitutto vissute, e poi fedelmente descritte, grazie alla stesura letteraria di uno studioso e memorialista calabrese come Antonio Bressi, autore di vari altri libri, siano state rese nel modo migliore, nel senso che da esse emerge tutta la storia di un uomo, dalla culla al giorno in cui pose il piede in Roma, trepidando per l'avvenire.
    Fortuna audaces iuvat: la fortuna, se di questa e non di perseveranza si vuol parlare, aiuta chi sa rischiare, chi tenta senza ondeggiare, avendo sempre fisso un pensiero e un ideale.
    Il cav. Lucarini, fortunato imprenditore commerciale, felice padre di famiglia, nella sua attuale condizione sociale ed economica, non ci parla con la sufficienza dell'uomo che si è fatto da solo, né con quella di chi disdegna l'onorata povertà d'origine, ma al contrario, se un legittimo orgoglio lampeggia tra queste pagine, non tardiamo a scorgerlo nella fierezza del proprio ceppo ricco solo di braccia e di cuore, nella bontà e nella bellezza dei sentimenti verso la patria e la religione, in quei principi insomma mutuati dalla famiglia, che ha affrontato dolori e sacrifici con tenacia e fede. E nella vicenda del cav. Lucarini ritroviamo quella di Olevano Romano, del suo progredire verso il bene, mantenendo egli sempre uno stretto legame con la terra e le tradizioni della sua gente: il segreto vero del suo odierno progresso morale ed economico.
    Così al di fuori del freddo valore documentario si sente palpitare e non inutilmente, fra queste pagine, il cuore di un uomo e quello di tutti gli ole vanesi.

Gian Lodovico Masetti Zannini
Esperto di storia religiosa
e tradizioni popolari.

TOP | HOME | BACK